La Bce alza i tassi al 3,50% ma sul futuro ora è cauta

BRUXELLES
Nessun ripensamento: crac e crolli extra-Ue non spaventano più di tanto la Banca centrale europea. Francoforte tira dritto per la sua strada nel tentativo di frenare un’inflazione «ancora troppo alta», ma sul futuro frena, lasciando intuire un possibile allentamento della stretta. 

Il consiglio direttivo dell’Eurotower ha confermato, ieri, il rialzo dei tassi d’interesse di 0,50%, mantenendo fede a un impegno ampiamente annunciato da settimane e atteso dagli osservatori, ma che era stato messo in dubbio ancora negli ultimi giorni dopo le tensioni sui mercati finanziari tra Silicon Valley Bank e Credit Suisse.

LA RICOSTRUZIONE
La decisione della Bce – che porta il tasso sui rifinanziamenti principali al 3,50%, quello sui depositi al 3% e quello sui prestiti marginali al 3,75% -, è stata, tuttavia, presa a maggioranza, con le colombe del board «che avrebbero voluto più tempo per monitorare la situazione» e le eventuali ricadute delle turbolenze finanziarie fuori dall’Eurozona: si è trattato di 3-4 componenti, nella ricostruzione fornita dalla presidente Christine Lagarde nella conferenza stampa al termine della riunione di politica monetaria. 

MA I NOSTRI MUTUI?
La nuova stretta approvata ieri si tradurrà, stando ai calcoli del Codacons, in un incremento di 35 euro a rata per le famiglie italiane che hanno un mutuo a tasso variabile. 

E, con il progressivo aumento del costo del denaro, cambia anche l’identikit di chi chiede l’apertura di un credito, secondo una ricognizione del portale specializzato MutuiOnline: il reddito medio dei richiedenti si attesta a 2.760 euro (540 più dello steso periodo un anno fa), e calano pure gli importi medi richiesti (oggi attorno ai 130mila euro, 10mila in meno che nel primo trimestre 2022). 

Ma sale del 9,5% il numero di richieste presentate dagli under36, in virtù delle norme più favorevoli per i mutui ai giovani per l’acquisto della prima casa. Gennaio e febbraio, inoltre, prosegue l’analisi, «sono stati caratterizzati da un ritorno delle richieste a tasso fisso, grazie allo spread ridotto con il variabile, e che ora rappresentano l’80,3% del mix (+34,3% rispetto al quarto trimestre 2022)».

LE FIBRILLAZIONI
Quanto alle fibrillazioni finanziarie, «il Consiglio direttivo – prosegue la nota della Bce – segue con attenzione le tensioni in atto sui mercati ed è pronto a intervenire ove necessario per preservare la stabilità dei prezzi e la stabilità finanziaria nell’area dell’euro». 

L’Eurozona è, tuttavia, al riparo da un effetto contagio, hanno ribadito i vertici della Bce. 

L’esposizione delle banche europee rispetto a Credit Suisse è «limitata», ha detto il vicepresidente dell’Eurotower Luis De Guindos, pur spiegando che, all’occorrenza, «abbiamo gli strumenti per fornire liquidità».