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27 Novembre 2023
- Posted by: Aesse
- Categoria: Notizie
Il Centro studi: «Nel terzo trimestre il Pil resta al palo e i prestiti bloccati dai costi ai massimi».
«La situazione per le imprese è peggiorata anche se il costo della vita è sceso sotto il 2%».
Crescita al palo
Servizi in flessione e industria ancora debole.
In un quadro caratterizzato da investimenti in calo e consumi quasi fermi.
Confindustria lancia un allarme sullo stato dell’economia italiana lasciando poche speranze per il futuro prossimo, in quanto le prospettive per l’ultimo trimestre dell’anno non sono positive.
Finanziamenti al palo
In questo quadro, un fattore positivo potrebbe essere rappresentato dalla forte discesa dell’inflazione.
Ma purtroppo non è così in quanto i tassi sono ancora alti e quindi il credito è troppo caro e meno disponibile. Infatti per le imprese il costo è salito al 5,35% a settembre e la caduta dei prestiti è arrivata al -6,73% annuo.
Nel terzo trimestre, infatti, la domanda ha continuato a ridursi per i tassi troppo alti e i criteri di offerta sono divenuti più rigidi: sempre più imprese restano senza credito.