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2 Settembre 2025
- Posted by: Aesse
- Categoria: Notizie
Sentenza Cassazione di portata storica
Anche le spese e le commissioni trattenute dalla banca al momento dell’erogazione del mutuo vanno contate nel calcolo del tasso per la verifica dell’usura.
Lo stabilisce la Cassazione con una sentenza che demolisce il valore della “quietanza” formale e offre una nuova, potente arma ai consumatori contro i costi occulti.
Una “pratica comune”
Quasi invisibile, che si consuma in pochi istanti al momento della stipula di un mutuo, ma che può nascondere un’illegalità devastante: le “spese trattenute”.
Per esempio, chiedete un finanziamento di 160.000€, firmate un atto notarile in cui dichiarate di aver ricevuto tale somma, ma sul vostro conto corrente ne vengono accreditati solo 148.000€.
I 12.000€ mancanti vengono trattenuti dalla banca a titolo di spese di istruttoria, perizie, commissioni varie.
Ma questi costi vanno inclusi?
Spesso presentati come oneri amministrativi separati, fanno parte del costo effettivo del credito e quindi devono essere inclusi nel calcolo del Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG) per verificare se il vostro mutuo supera la soglia dell’usura.
Ma che conseguenze ha un mutuo usurario?
Sono devastanti per la banca ed estremamente vantaggiose per il cliente.
Secondo l’articolo 1815 del Codice Civile, se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi di alcun tipo.
Questo non significa che il cliente non debba restituire il capitale ricevuto, ma che dovrà restituire solo quello, senza pagare un solo euro di interessi per tutta la durata del mutuo.
Se il cliente ha già pagato delle rate comprensive di interessi, ha diritto alla restituzione di tutta la quota di interessi versata fino a quel momento.
Senza esitazione…fate controllare il contratto del vostro mutuo!!!